Oggi esce in Italia il remake di Carrie, celebre film di Brian De Palma con colonna sonora di Pino Donaggio (se volete scoprire com’è nata questa collaborazione, cliccate qui). Per promuoverlo negli Stati Uniti, hanno realizzato una candid camera davvero epica: una donna inferocita perché le hanno rovesciato il caffè, comincia a urlare e rovesciare tavolini, sedie, libri. Arriva addirittura a sollevare da terra il “colpevole”. Tutto questo senza toccare nulla, ha il potere della telecinesi. Ovviamente tutto è telecomandato, ma gli avventori del caffè non lo sanno. Terrorizzati scappano, urlano, cercano riparo.

Il marketing sta cambiando, noi utenti vogliamo vivere i prodotti, i brand. Conoscerne la storia e i segreti. Capire cosa si prova utilizzando un determinato servizio. Non vogliamo più che ci venga raccontato, vogliamo provarlo. Il marketing esperienziale si rifà proprio a questo principio: coinvolgere le emozioni individuali di una persona. L’idea con cui hanno promosso Carrie magari è un pò estrema, però esemplifica alla perfezione questo concetto.

Se vogliamo applicare i principi del marketing esperienziale alle nostre campagne di comunicazione, dobbiamo definire che tipo di esperienza valorizzerà al massimo il luogo/ prodotto/ servizio che vogliamo promuovere. Lo scopo è creare un legame emozionale con il potenziale cliente. La campagna “Flying in the face of ordinary” di Virgin Atlantic è un ottimo esempio.

“The essential difference between emotion and reason is that emotion leads to action while reason leads to conclusion” – Donald Calne