Mi è piaciuto molto guardare la presentazione del Mac, anno 1984. Una macchina innovativa: un ampio schermo, una macchina tutto in uno che può addirittura parlare. Caratteristiche incredibili allora. Il pubblico in delirio non smette di applaudire e Steve Jobs gongola.

 

Il lancio del primo Mac fu qualcosa di epico. Apple decise di investire cifre da capogiro per realizzare il video di lancio e mostrarlo al pubblico per la prima volta durante il superbowl (l’evento più seguito in assoluto negli Usa). Il regista chiamato per realizzarlo è Ridley Scott. Nel minuto di spot non si vede il prodotto, non ne vengono elencate le caratteristiche. L’approccio è totalmente emozionale, volto a incuriosire l’utente. Sarebbe una campagna innovativa anche oggi.

Steve Jobs sapeva come presentare i propri prodotti, far nascere il desiderio negli utenti. Pur essendo un maniaco del controllo, capiva di aver bisogno del supporto di esperti ed era pronto a pagare per avere il meglio.

30 anni dopo in Italia non abbiamo ancora capito che non basta avere un prodotto di qualità per venderlo, che la comunicazione è fondamentale per il successo commerciale. Siti internet dell’anteguerra, nessun indirizzo email per chiedere informazioni (c’è chi usa ancora il fax!), pagine facebook aperte e mai seguite e non parliamo di e-commerce e immagine coordinata! C’è chi ha paura di gettare via i soldi, chi non capisce come l’online possa aiutarli a vendere di più, chi semplicemente non è familiare con il computer e non vuole affidarsi a dei consulenti esterni.

L’Italia è rimasta indietro, ma questo non significa che le cose non possano cambiare. Noi ci crediamo (e siamo anche un po’ di parte).