Storytelling: cos’è perché è tanto importante

Con storytelling intendiamo l’atto del narrare, un atto che ci accompagna da sempre e che nel passato ci ha permesso di apprendere fatti, eventi dell’umanità.
Attraverso la narrazione comprendiamo cosa è accaduto e cosa sta accadendo, interpretiamo la realtà e ne siamo protagonisti.
La narrazione, dunque, è un modo di raccontare e comunicare estremamente empatico, in grado di attivare nell’ascoltatore ricordi, memorie e quindi di suggestionare, emozionare.

Uno strumento così efficace non poteva dunque sfuggire al mondo pubblicitario, basti pensare a Carosello, in cui si susseguivano vere e proprie storie di media lunghezza.
Certo col tempo altre esigenze hanno trovato spazio nelle strategie di marketing e le storie di Carosello sono mutate in clip di trenta secondi, nelle quali non troviamo più racconti, ma claim impattanti in grado di far memorizzare brand e prodotti. Tuttavia oggi in una realtà cosi frenetica e mutevole si sta facendo prepotente il bisogno di accantonare sintetici slogan per ritrovare il calore di un racconto, di una storia, di un’emozione.

Ecco allora tornare in auge la forma narrativa del racconto pubblicitario che attraverso gli spot ha permesso di sviluppare delle vere e proprie sit-com a puntate. Le storie arrivano perché sono memorabili, perché raccontano di noi, sviluppano connessioni emotive e relazionali, convincono laddove il ragionamento o i fatti non persuadono e di questo “potere” narrativo adesso si è munito anche il web.

Come si declina lo storytelling sul web? Come possiamo raccontare una storia su un sito web?

Il primo passo da compiere nello storytelling web design è definire quale sia il pubblico di riferimento del sito. Il target a cui il sito è rivolto è interno (dipendenti, collaboratori, management) o esterno (clienti, fornitori, media ecc.)? Una volta definito il target, dovremmo decidere, cosa vogliamo che gli utenti facciano una volta giunti sulla nostra pagina: vogliamo essere contattati, vogliamo indirizzare i visitatori sui prodotti, o vogliamo che interagiscano sui nostri canali social?
Infine andrà stabilito l’obiettivo che intendiamo perseguire attraverso la storia che narreremo:
• creare identità
• motivare
• conservare la memoria
• orientare le opinioni
• perseguire obiettivi specifici strategici o di consumo

Fissati questi punti, occorrerà lavorare al layout grafico coerentemente con gli obiettivi che vogliamo perseguire descritti sopra. Se ad esempio desideriamo “creare identità”, sarà bene favorire la comunicazione della cultura dell’impresa creando un’atmosfera di condivisione attraverso foto, illustrazioni, testimonianze video, infografiche, vignette.
Se invece vogliamo “rimanere impressi nella memoria” potremmo avvalerci di una mascotte alla quale affidare il racconto della nostra organizzazione tramite vari supporti: audio, video, testo.
E ancora potremo scegliere di catturare l’attenzione degli utenti con video interattivi e games.

Infine non dobbiamo dimenticare Il contenuto del nostro sito.
Per entrare in relazione con le persone e comunicare l’autenticità del nostro progetto, non dobbiamo trascurare infatti la sezione “chi siamo”. Coerentemente con il fil rouge del nostro storytelling in questo spazio avremo la possibilità di descrivere i valori, il patrimonio di conoscenze e competenze della nostra organizzazione.

Storytelling e social media

I social media rappresentano ad oggi per le aziende dei veri e propri focus group di grandi dimensioni.
Questo aspetto non può certo essere sottovalutato dalle aziende stesse che anzi ne possono trarre grossi vantaggi costruendo un dialogo attivo con i propri utenti.
Lo storytelling da questo punto di vista si rivela uno strumento indispensabile per entrare attivamente nelle conversazioni con le persone e trasmettere sentimenti ed emozioni legati alla “corporate identity” che sappiano andare incontro ai bisogni, alle aspettative e agli interessi del pubblico di riferimento.

L’azienda deve quindi saper impostare la propria comunicazione a metà tra l’ambito narrativo classico (il racconto di storie di marca) e il coinvolgimento relazionale (ottenibile attraverso una strategia social media ben pianificata e ricettiva ai cambiamenti).
Una buona strategia di storytelling potrebbe essere ad esempio quella della condivisione narrativa,si potrebbe cioè creare un messaggio comunicativo non concluso (per esempio uno slogan, uno spezzone di video o di audio) che potrà essere personalizzato in un momento successivo dagli utenti attraverso un contributo attivo, un arricchimento narrativo. In questo modo il messaggio di marketing dell’azienda diventa un vero e proprio fenomeno collettivo permettendo di fidelizzare il pubblico ai valori del brand.

Per intraprendere una efficace strategia di storytelling, definirne tono, canali e modalità comunicative sarà fondamentale però partire sempre dall’ascolto attento del proprio target: infatti solo individuando le proprie comunità di utenti di riferimento, capendone la struttura, le regole, la gestione delle discussioni sarà possibile costruire con gli utenti un puzzle di tanti e diversi messaggi che convivono sotto una stessa cornice narrativa unitaria e coerente.