Nasce con twitter la possibilità di categorizzare tramite “etichette”, topic e argomenti discussi sulla piattaforma, cosi che siano più facilmente recuperabili nel futuro.

Una funzionalità quella che è entrata nel vocabolario comune come “hashtag”: cancelletto (#) e che ora ritroviamo anche in altri social network.

Creare un hashtag è un’operazione tecnicamente semplice, basta anteporre (senza spazi e/o punteggiatura) il cancelletto alla parola chiave che abbiamo individuato (es. #beecreative) non lo è altrettanto creare delle etichette che siano anche efficaci.

Di seguito suggeriamo alcuni consigli per creare degli hashtag perfetti. Perché sia valido un hashtag difatti deve essere:

Memorabile: quindi facile da ricordare, che ci consenta di cercare quel determinato argomento immediatamente, senza spremerci le meningi.

Corto. Se vale il primo punto chiaramente sarà tanto più facile ricordare un hashtag corto che uno lungo. Laddove è necessario, se ad esempio intendiamo riferirci o rimandare ad eventi/conferenze, si può ricorrere ad acronimi.

Chiaro. Nel caso ad esempio utilizzassimo degli acronimi dovremmo stare attenti, perché se dovessimo comunicarlo a voce, l’hashtag dovrà essere anche comprensibile.

Digitabile. Usiamo i social network spesso da telefonini o tablet, i tasti sono piccoli e quando si scrive velocemente è più facile sbagliare a digitare. Sono allora da evitare hashtag che contengono un numero al loro interno, che comporterebbe inoltre il cambio di tastiera per passare da lettere a numeri. (Es. #b33cre4tive)

Impattante: quindi unico, non deve confondersi nella mischia, soprattutto se intendiamo monitorare l’hashtag, per riscontrare quante persone siamo riusciti a coinvolgere.

Ufficiale. Una volta individuato il nostro hashtag dobbiamo renderlo ufficiale e ancora una volta memorabile, comunicandolo con ogni strumento che abbiamo a disposizione: siti, social, locandine, manifesti, volantini, etc.
Se, difatti, gli utenti non troveranno o ricorderanno l’hashtag ufficiale in modo immediato, inizieranno ad usarne uno inventato al momento e anche in questo caso non sarà più possibile tenere traccia dei riscontri determinati dal nostro.

Univoco. Nel caso uno stesso evento si tenga in più città, è bene utilizzare un solo hashtag al quale eventualmente affiancare le sigle delle diverse sedi, a titolo di esempio se l’evento di beecreative si terrà a Milano, Torino, Napoli, potremmo indicarlo così: #bee, #beeMI; #beeTO; #beeNA. Lo stesso vale se il medesimo tipo di evento si ripete ogni anno, in questo caso anziché abbinare le sigle delle città al nostro hashtag ufficiale affiancheremmo l’anno in corso: #bee, #bee13; #bee14; #bee15.

 

Bene ora siete prontissimi, date il via ai vostri #hashtag allora!!!

 

(image source: http://www.lorenzoajello.it/blog/wp-content/uploads/2014/02/Hashtag.jpg)