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MOBILEGEDDON: tutto quello che dovete sapere

Dopo ripetuti avvertimenti, settimana scorsa Google ha finalmente aggiornato il suo algoritmo in modo da valorizzare i siti mobile friendly. Forse chiamarlo Mobilegeddon è un’esagerazione, ma di sicuro è una delle evoluzioni più significative degli ultimi anni in fatto di motori di ricerca. Quel che è certo, è che Google sta utilizzando il suo potere di mercato per accelerare i cambiamenti di internet e portarlo nella direzione che ritiene più opportuna. Le reazioni di panico da parte di piccole e grandi aziende non hanno tardato a farsi sentire. Tuttavia, gli esperti incitano alla calma. Quest’ultimo aggiornamento dell’algoritmo di google, contrariamente agli ultimi update di Penguin e Panda, è focalizzato sul miglioramento del web e non sulla penalizzazione di pratiche considerate scorrette. Gli esperti sostengono che quest’evoluzione dell’algoritmo dovrebbe venire in aiuto delle aziende che cercano di accrescere il proprio business, spingendole a implementare un’area del web marketing che non avevano ancora considerato. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, le piccole aziende risultano facilitate nel cambiamento rispetto alle grosse. L’aggiornamento dei loro siti sarà circoscritto e veloce rispetto a quello di giganti del calibro dell’Unione europea e della BBC, i cui siti hanno un’architettura molto complessa e le cui pagine non sono ancora tutte aggiornate, nonostante il largo anticipo con cui google aveva annunciato la novità. Inoltre, anche se  i proprietari dei domini non li renderanno immediatamente mobile-friendly, google si occuperà di re-indicizzarli correttamente non appena verrà effettuato l’upgrade. Ecco 5 azioni-chiave per rendere il vostro sito mobile-friendly: L’aggiornamento coinvolge solo l’indicizzazione su dispositivi mobile e si applica alle singole pagine, non all’intero sito, quindi assicuratevi che almeno... read more

Che cos’è la Net Neutrality?

La Net Neutrality è l’idea, forse un po’ utopistica, che gli internet service provider (ISP) trattino i dati che viaggiano all’interno delle proprie reti allo stesso modo e che quindi non facciano differenza tra il piccolo blog amatoriale e il sito della grande multinazionale. Chiaramente questo non ha nulla a che vedere con la visibilità di queste due tipologie di siti (che è determinata dall’alberatura dello stesso, il SEO, etc…), né tantomeno con la velocità della nostra connessione. L’argomento è venuto alla ribalta perché negli Stati Uniti recentemente è stato proposto di dare la possibilità agli ISP di fornire una accessibilità qualitativamente superiore a quei siti disposti a pagare una fee. Questa proposta è vista da molti come un’azione contraria alla libertà degli individui in quanto renderebbe più difficile la possibilità che siti realizzati da ragazzini al college diventino business di successo (aka Facebook), mentre darebbero maggiori opportunità alle grandi aziende. Sicuramente un tema su cui riflettere. Non dimentichiamoci inoltre che la fee pagata dal sito sarebbe poi sicuramente ricaricata sull’utilizzatore finale in qualche... read more

Inbox by Gmail

Dopo parecchio tempo in cui è rimasto in lavorazione in gran segreto, Google ha presentato il suo nuovo sistema per gestire l’email: Inbox by Gmail. A prima vista ciò che colpisce è sicuramente la nuova grafica: in Inbox ogni aspetto è stato progettato seguendo le linee guida che la stessa Google ha sviluppato negli ultimi anni e cioè il Material Design. Grazie alla nuova veste grafica tutto appare più colorato e ben suddiviso, il che definisce un deciso rinnovamento rispetto a Gmail. Per quel che riguarda l’aspetto più pratico, sono state introdotte alcune novità con cui probabilmente bisognerà prendere la mano. Tutte le email che si ricevono vengono ora catalogate in base a dei gruppi già definiti come ad esempio “Acquisti”, “Social”, “Promozioni” etc. Per chi fosse abituato alle etichette di Gmail anche nel nuovo Inbox è possibile creare e gestire dei gruppi. Alcune nuove funzionalità sembrano essere state inserite per “sondare il terreno” e vedere la reazione degli utilizzatori. Un esempio è la possibilità “appuntare” un messaggio, in modo da averlo sempre a portata di mano e di non rischiare di dimenticarlo. Alcune caratteristiche particolari sono ancora mancanti, come la possibilità di scaricare tutti gli allegati di una email come singolo file oppure la gestione dei propri account secondari di posta come avviene in Gmail. Il progetto è ancora giovane e c’è tempo per perfezionarlo. Molte sono le piccole funzioni che passano in secondo piano ma che tornano molto utili, come la “intelligenza” con cui Inbox indirizza un messaggio nel gruppo esatto in base al contesto o il modo in cui le informazioni importanti ci vengono mostrate direttamente.... read more